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Ipereccitabilità interna: sovrastimolazione emozionale

Ipereccitabilità interna: capire la sovrastimolazione emozionale

Viviamo in un mondo che ci stimola continuamente con luci, suoni, messaggi ed emozioni, non sempre il nostro sistema interno riesce a restare al passo e capita reagisca internamente, con una tensione che non sappiamo come contenere. Questa condizione può essere descritta come sovrastimolazione emozionale, uno stato in cui il nostro sistema nervoso e le nostre emozioni risultano in continua attivazione. 

In questo articolo parleremo di cosa intendiamo con ipereccitabilità interna, quali sintomi riconoscere, quali fattori la alimentano e come gestirla. 

Cos’è la sovrastimolazione emozionale?

La sovrastimolazione emotiva è uno stato nel quale il nostro sistema psicofisico non riesce a modulare adeguatamente stimoli emozionali o ambientali. Non è semplicemente essere sensibili, è una condizione in cui anche stimoli apparentemente leggeri possono sovraccaricare il nostro sistema. 

Come esseri umani siamo sempre pronti a rispondere agli stimoli e ai possibili pericoli, ma a volte questa prontezza diventa una tensione permanente. Il nostro cervello assorbe le emozioni più intense, le memorizza, le amplifica e fatica a “spegnere l’allarme”. 

La nostra soglia di reazione si abbassa, tutto ciò che per altri è una piccola scintilla, per noi diventa un incendio interno. 

Di solito si associa a descrizioni come ipersensibilità emotiva e temperamento reattivo, chi sperimenta questa condizione si sente soggetto a vibrazioni interne, tensioni costanti e un affaticamento dalla stimolazione continua.

I sintomi dell’ipereccitabilità interna

I sintomi della sovrastimolazione interna possono variare da persona a persona, ma alcuni sono ricorrenti:

  • Il nostro corpo e la nostra mente reagiscono più forte del dovuto: Sentiamo sensazioni di irritabilità, sbalzi d’umore, difficoltà a rilassarsi, sonno disturbato, affaticamento mentale e tendenza a reagire emotivamente anche in situazioni banali. 
  • Può esserci una sovrastimolazione sensoriale: Quando luci brillanti, suoni intensi, odori forti ci turbano più di altri. Le emozioni positive stesse diventano potenti, travolgenti, e spesso non gestibili con facilità.
  • Difficoltà a contenere i pensieri: La mente corre da un’idea all’altra, si percepisce uno stato ansioso, si ha paura di non reggere e di scoppiare.

La coesistenza di più sintomi rende l’esperienza molto frustrante, ci chiediamo perché reagiamo così e come gli altri facciano a stare calmi e tranquilli. La sovrastimolazione emozionale non è una colpa né un capriccio, è un modo in cui il nostro sistema gestisce, o non gestisce, l’intensità della vita di tutti i giorni.

Le cause della sovrastimolazione emozionale

Dietro all’ipereccitabilità interna non c’è una singola causa, ma l’incrocio di più fattori che messi insieme tendono ad erodere la nostra capacità di regolare l’eccitazione emotiva: 

  • Tratti costituzionali: Alcune persone nascono con una maggiore reattività nervosa e un sistema di allerta interna più sensibile, questo non è un difetto, ma una caratteristica che richiede attenzione e cura.
  • Fattori ambientali e di vita: Uno stile di vita fortemente stimolante, l’esposizione continua a stress, mancanza di spazi di riposo, un ritmo frenetico, gli stimoli digitali frequenti e la pressione sociale contribuiscono a tenere il sistema in tensione. 
  • Esperienze emotive intense: Traumi, ansia cronica, eccessiva stimolazione infantile o contesti relazionali complicati possono predisporre a ipereccitabilità.
  • Carenza di risorse che ci aiutino a scaricare: Mancanza di abitudini rilassanti, attività creative, movimento fisico o tecniche di regolazione emotiva. Se non coltiviamo modalità per scaricare energia, questa tende a rimanere dentro di noi. 
  • Relazione tra sistema nervoso autonomo e ipereccitabilità: Quando il sistema simpatico, che si occupa dell’attivazione, è iperattivo e il sistema parasimpatico, che si occupa del risposo, è poco efficiente, il bilanciamento emotivo ne risente.
  • Condizioni di maggiore sensibilità: È più comune in persone con autismo, ADHD e condizioni specifiche che aumentano la sensibilità psicofisica individuale. 

Se riconosciamo dove il nostro sistema interno fa più fatica, possiamo intervenire in modo consapevole.

Come affrontare e gestire l’ipereccitabilità interna

Affrontare la sovrastimolazione emozionale richiede un approccio attivo e multiplo, il consiglio principale è quello di consultare uno specialista della salute mentale per gestirlo al meglio, oltre ad iniziare un percorso per la nostra salute emotiva, ci sono diverse accortezze e strategie che possono aiutare:

  • Diventarne consapevoli: Un primo importante passo è quello di riconoscere i segnali quando si accendono; tachicardia, respiro affannoso, tremori delle mani e delle gambe o pensieri che accelerano, riconoscerli ci aiuta a fare una pausa prima che l’eccitazione esploda.
  • Regolazione attraverso il respiro: Uno strumento utile grazie a pratiche di respirazione lenta, profonda, diaframmatica che possono attivare il sistema parasimpatico e calmare la tensione interna.
  • Tecniche di rilassamento fisico: Rilassamento muscolare con yoga e stretching, meditazione guidata o visualizzazioni leggere ci aiutano ad abbassare il livello di attivazione.
  • Esercizio fisico moderato e costante: Un’altra importante leva è il movimento, tramite nuoto o altri sport, passeggiate lunghe o corsa, favorisce lo scarico fisiologico dell’attivazione. L’attività fisica ben modulata aiuta a trasformare l’eccitazione interna in energia utilizzabile piuttosto che in tensione residua.
  • Creare rituali di rallentamento nella nostra giornata: Momenti di silenzio, pause non digitali, contatto con la natura, ascolto consapevole del corpo. Anche coltivare hobby che non richiedono eccessiva stimolazione sensoriale è un antidoto potente.
  • Dotarsi di strumenti di auto-regolazione emotiva: È molto importante prendere consapevolezza dei propri trigger, sviluppare un lessico emotivo, ovvero avere la capacità di dare un nome a ciò che proviamo, imparare strategie di distrazione funzionali e stabilire confini emotivi con l’ambiente e le persone. Parlare, scrivere o dare parola ai propri stati interni ci aiuta a scaricarli.
  • Tecniche di grounding: Per riportarci nel nostro corpo, con visualizzazioni semplici e raffreddando la stimolazione sensoriale usando luci tenui, suoni morbidi e ambienti silenziosi.
  • Avere un piano d’emergenza: Nel caso in cui si ritenga di non riuscire a calmarsi da soli può essere necessario contattare una persona fidata, il proprio terapeuta se si segue un percorso di salute mentale, prendersi una pausa fisica o usare tecniche somatiche di rilassamento.

La gestione dell’ipereccitabilità non è immediata, è un allenamento della nostra capacità di modularci nel tempo, che necessita di pazienza e sperimentazione.

Ipereccitabilità interna e sovrastimolazione, capirle e affrontarle

Comprendere che dentro di noi esista una soglia di attivazione che a volte può essere oltrepassata è un passo importante per non sentirsi strani o fuori misura. 

L’ipereccitabilità interna non è un limite, è un segnale, il nostro sistema interno sta richiedendo cure, regolazione e rispetto.

Possiamo imparare a riconoscere quando siamo troppo accesi, rallentare con il respiro, muoverci, rigenerarci e dare finalmente spazio alla calma. 

Se la tensione emotiva è persistente, opprimente o compromette la qualità della vita, è fondamentale rivolgersi a uno specialista, uno psicoterapeuta, un neurologo o uno psicologo,che possa offrirci un supporto specifico. 

Solo con un percorso guidato possiamo trasformare la sovrastimolazione emozionale in una risorsa di presenza, consapevolezza e forza.